Cinema

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Abbiamo imparato a scuola la storia della Gorgone Medusa, il cui volto era così orribile che alla sua sola vista trasformava uomini e animali in pietra. Quando Atena istigò Perseo a uccidere il mostro, lo avvertì di non guardarlo mai in faccia, ma solo l’immagine specchiata nello scudo lucido. Seguendo il suo consiglio Perseo tagliò la testa di Medusa. La morale è che non vediamo e non possiamo vedere gli orrori reali perché ci paralizzano con un timore accecante; e che conosceremo il loro aspetto solo attraverso immagini che lo riproducono. Lo schermo del cinema è lo scudo lucido di Atena.

 

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Quando vinci l’Orso d’oro a Berlino è molto facile che nella giuria ci sia qualcuno che di cinema ci capisce di più rispetto a chi decide i premi negli altri festival.

Sesso sfortunato o follie porno. di Radu Jude.

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Quo Vadis, Aida ?

Opera dell’Orso d’oro Jasmila Žbanić, visto ieri sera.

Vicenda familiare di un’interprete ONU (la brava Jasna Duricic) durante il massacro di Srebrenica.

Produzione, bosniaco/romena/tedesca/austriaca/olandese/polacca/francese/norvegese/turca. Secondo me quando in una pellicola di questo tipo i produttori sono così tanti e variegati o è un film di merda, o è così scomodo da dover cercare col lanternino chi mette i soldi, ovvero in alternativa c’è una sorta di volontà in ognuna delle parti in causa nella vicenda originale di volersene appropriare un pezzo prima che questa diventi “storia”.

Tentativo maldestro e un po’ stupidino di “giustificare” l’operato dei caschi blu olandesi e tentativo altrettanto stupidino di “paragonare” la vicenda alla shoah, con tanto di Mladic in veste di carnefice rassicurante.

Da vedere ? Se sapete la vicenda per come è stata raccontata ni, se non la sapete si !

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Nina Wu

Cavalcando l’onda lunga del #meetoo questo film taiwanese del 2019 presentato a Cannes nella sezione “Un certain regard” è uno spaccato del sessismo e degli abusi, anche sessuali che un’attrice deve subire per poter lavorare. Di più, la pellicola sviscera, mediante una rappresentazione “onirica” dei flashback, la “svolta” nella carriera della protagonista, Nina Wu appunto, magistralmente interpretata da https://en.wikipedia.org/wiki/Wu_Ke-xi (tra l’altro “gran penna” come si dice a Bologna) e di come si debba scendere a certi compromessi in un mondo ancora dominato dagli uomini.

Il tutto per la regia di Midi-Z che firma la sceneggiatura assieme alla protagonista.

Da vedere.

Nina Wu di Midi-Z con Wu Ke-xi, su Mubi.

 

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Dog days

Canicola, di Ulrich Seidl, premiato una ventina d’anni fa a Venezia è uno di quei film che, al cinema, si farebbe fatica a reprimere l’impulso di alzarsi dalla poltrona e uscire prima della fine. Lo spaccato che questa pellicola da della borghesia austriaca lo si può definire in una sola parola : sgradevole.

Assolutamente da vedere se non altro per assaporare lo streaptease della cicciona bitorzoluta in prendisole mutandoni e collant e la gangbang della signora perbene che frequenta i club per scambisti per dimenticare la morte del figlio. Il resto sono panzazze, corpi sudati, vecchi brontoloni, autostoppiste sciroccate, giovani borazzi che fanno a scopaccioni per pippine discinte, in pratica la fauna di un qualsiasi giorno estivo e afoso caratterizzato da un silenzio assordante.

Arido il clima, aridi i personaggi, arida la regia.

Canicola di Ulrich Seidl, DVD da cercare in giro per la rete.

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Forza maggiore

Il problema di Mubi è che a parte poche chicche come quella di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, la maggior parte dei film della cui selezione il sito di streaming video più snob del reame fa gran vanto vengono proposti in lingua originale, quando gli stessi si possono guardare su Prime Video ad un prezzo inferiore e in italiano.

Il che per un povero pezzente-ignorante come me diventa un vantaggio non indifferente.

In questo “Forza maggiore”, Ruben Ostlund sovverte quel concetto presente da anni nel nostro immaginario collettivo che narra la reazione del padre di famiglia davanti al pericolo per lui e per i suoi cari.

Tonnellate di carta e di celluloide sono stati prodotti riguardo all’argomento, con la variante “vendetta” che tanto piace agli americani.

Ma cosa succede se il presunto vigliacco è il “capofamiglia” ovvero in alternativa colui che rappresenta il faro e la ragione di vita di una moglie e due bambini ? Il tutto con i soliti piani sequenza fissi e una fotografia più grigia che colorata come nella migliore tradizione del cinema nordico degli ultimi anni.

Forza maggiore di Ruben Ostlund, su Mubi in lingua originale e Amazon Prime Video in italiano.

PS: Anche “The Square” con cui il regista svedese ha ricevuto la Palma d’oro a Cannes nel 2017 è presente in entrambi i siti !

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Impegni

Periferia di Dublino primi anni ’90. Dignitosa povertà di un paese che sta per fare un balzo in avanti.

Un gruppo di ragazzi forma una band con una parola d’ordine “I’m black and I’m proud”.

Un frontman che sembra Zucchero Fornaciari come mimica e movenze, tre “gnocche” in tubino nero e, orrore, collant color carne, l’immancabile Volks Transporter Type 2, ma cassonato e non furgonato.

 

 

Il nome ? The Commitments, “Gli impegni” come da titolo.

Il regista ? Alan Parker lo stesso di “Saranno Famosi”.

Guardatelo, ammirate le gambe di Imelda Quirke ascoltando l’ugola di Deco Cuffe, è su Prime Video e pensate a quanto tempo avete perso dietro a Leroy Johnson, Coco Hernandez e Bruno Martelli.

The Commitments, di Alan Parker su Amazon prime Video

 

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Shiva baby

Quasi una sitcom “allungata” questa commedia giudaicoellegibiti dal ritmo incalzante che a guardare la pagina inglese di wikipedia con un budget di 225.000$ ha raccolto una ventina di nomination e premi in altrettanti festival “minori” in tutto il Nord America. Ne è stato dato grande risalto sulla stampa nostrana, molto sensibile a queste tematiche e coi critici cinematografici quasi disoccupati. Se avete un abbonamento a Mubi correte a guardarlo. E’ in lingua originale sottotitolato come a suo tempo fu per Parasite, magari quando dopo l’Oscar uscirà doppiato e tutti correranno a guardarlo potrete vantarvene.

Shiva baby di Emma Seligman con Rachel Sennot, Mubi

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Non odiare

 

Locandina

Sta passando su Sky …. tutto bello, fa riflettere tantissimo. Qualcuno mi spiegherà perché in questi film l’ebreo è sempre colui che subisce l’ingiustizia, ma è sempre il chirurgo, industriale, commerciante, magistrato, mentre l’antisemita è sempre il sottoproletario da educare, con quel Luka Zunic, più cetnico che neonazista. Se fosse un western farei il tifo per gli indiani.

Non Odiare, con Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco, Luka Zunic, regia di Mauro Mancini, su Sky, Nowtv.