Poesia

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Ultimo Frammento

Late Fragment

And did you get what
you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to feel myself
beloved on the earth.

Ultimo frammento

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì. E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

Raymond Carver, Orientarsi con le stelle Tutte le poesie, Minimum Fax

Poesia

The Bloody sire

It is not bad. Let them play.
Let the guns bark and the bombing-plane
Speak his prodigious blasphemies.
It is not bad, it is high time,
Stark violence is still the sire of all the world’s values.

What but the wolf’s tooth whittled so fine
The fleet limbs of the antelope?
What but fear winged the birds, and hunger
Jewelled with such eyes the great goshawk’s head?
Violence has been the sire of all the world’s values.

Who would remember Helen’s face
Lacking the terrible halo of spears?
Who formed Christ but Herod and Caesar,
The cruel and bloody victories of Caesar?
Violence, the bloody sire of all the world’s values.

Never weep, let them play,
Old violence is not too old to beget new values.


Non è un male. Lascia che giochino.
Lascia che i cannoni abbaino e i bombardieri
Pronuncino le loro prodigiose bestemmie.
Non è male, è giunto il momento,
La violenza assoluta è ancora la madre di tutti i valori del mondo.

Cosa se non il dente del lupo ha scolpito così bene
Gli arti veloci dell’antilope ?
Cosa se non la paura mise le ali agli uccelli, e la fame
Ha ingioiellato con tali occhi la testa del grande astore ?
La violenza è stata la madre di tutti i valori del mondo.

Chi ricorderebbe la faccia di Elena
Senza la terribile aureola di lance ?
Chi formò Cristo se non Erode e Cesare,
Le vittorie crudeli e sanguinose di Cesare ?
La violenza, maledetta madre di tutti i valori del mondo.

Non piangere, lascia che giochino,
La vecchia violenza non è troppo vecchia per generare nuovi valori.

‘The bloody sire’, Robinson Jeffers,  Poetry settembre 1940

Poesia

Lasciateli in pace

Let them alone

If God has been good enough to give you a poet
Then listen to him. But for God’s sake let him
alone until he is dead; no prizes, no ceremony,
They kill the man. A poet is one who listens
To nature and his own heart; and if the noise of
the world grows up around him, and if he
is tough enough,
He can shake off his enemies, but not his friends.
That is what withered Wordsworth and muffled
Tennyson, and would have killed Keats; that
is what makes
Hemingway play the fool and Faulkner forget his
art.


Lasciateli in pace

Se Iddio ha avuto la bontà di darvi un poeta
Ascolatelo. Ma per l’amor di Dio lasciatelo in
pace finché è vivo; niente feste o premi
Che l’uccidono. Un poeta è colui che sa ascoltare
La natura e il proprio cuore; e se il frastuono del
mondo lo circonda, se è forte saprà sbaraz-
zarsi dei nemici,
Ma degli amici no.
fu questo a spegnere la vena di Wordsworth,
smorzarla in Tennyson e avrebbe ucciso
Keats; che fa di Hemingway
Un buffone e a Faulkner fa scrdare il mestiere.

La bipenne e altre poesie, Robinson Jeffers trad. Mary de Rachewiltz, Guanda 1969

Poesia

9, 19, 1939

THIS morning Hitler spoke in Danzig, we heard his voice.
A man of genius: that is, of amazing
Ability, courage, devotion, cored on a sick child’s soul,
Heard clearly through the dog-wrath, a sick child
Wailing in Danzig, invoking destruction and wailing at it.
Here, the day was extremely hot; about noon
A south wind like a blast from hell’s mouth spilled a slight rain
On the parched land, and at five a light earthquake
Danced the house, no harm done. Just now I have been amusing myself


19 settembre 1939

Stamattina Hitler ha parlato a Danzica, l’abbiamo ascoltato.
Geniale : qualcosa di stupefacente
Capacità, coraggio, devozione, animate dallo spirito di un bambino malato,
Abbiamo ascoltato chiaramente attraverso la rabbia canina, un bambino malato
Latrando a Danzica, invocandone la distruzione e piangendola.
Qua la giornata era caldissima; verso mezzogiorno
Un vento da sud come una raffica dal cratere dell’inferno ha fatto cadere una pioggerellina
Sulla terra arida, e alle cinque un leggero terremoto
Ha fatto ballare la casa, senza far danni. Proprio ora che mi stavo divertendo

‘9, 19, 1939’, Robinson Jeffers,  Poetry settembre 1940

Poesia

Ungaretti

Mi tengo a quest’albero mutilato

Ho trovato la tua poesia,
testo a fronte, al Mercat de Sant’Antoní
a Barcellona. Italiano, catalano.

Ora sono qui con tre dizionari
a tradurre “I fiumi”, “De Rivieren”,
scritta a Cotici, 16 agosto 1916,
la guerra dimenticata che non dimenticasti
mai.

Monumenti, baionette, volti eroici,
donne in lutto sono diventati patetici,
Somme, Sedan, Isonzo,
tutto per la patria,
il dolore scomparso con i sopravvissuti.

Solo tu sei rimasto.
Non ti muovi come nei vecchi film
con quell’umiliante trotterellare, no,
ti avvicini lentamente al fiume
giovane soldato
e ti stendi nell’acqua
in un’urna d’acqua,
e riposi.

L’Isonzo scorrendo L’Isonzo fluint
mi levigava m’esmerilava
come un suo sasso com a còdol del seus

L’acqua del fiume
ti scorre intorno,
ti accarezza e ti plasma,
ti leviga come un ciottolo.

Poi ti rialzi
ed esci dal quadro
camminando sull’acqua
e ti accoccoli come un beduino
prima dell’inquadratura successiva
accanto alla tua uniforme sudicia,
e vedi, dici tu stesso, quel che sei,
una docile fibra dell’universo.

Un uomo nudo solo accanto all’acqua che scorre
veloce, Apollinaire, Owen, Graves, Ungaretti,
la poesia non parla mai di una singola guerra
ma sempre
della.

da Luce ovunque di Cees Nooteboom, Einaudi, €14,50