Fiction

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What if

“Cosa succede se ….” in italiano una sola parola : ucronia.

Lo ammetto, il genere mi intriga, e con “For All Mankind” su AppleTV+ il cui abbonamento mi è stato offerto dalla mela dopo l’acquisto di un loro prodotto l’espressione corretta  è : “what if the Soviets had arrived first on the moon ?”.

Bella serie, (due stagioni la terza sembra in arrivo), né utopica, né distopica, belli i protagonisti, belle scene un po’ “Spazio 1999” un po’ “Conto alla rovescia” (capolavoro di Sua Maestà Robert Altman), trama non troppo allungata, come spesso succede alle serie tv con episodi di oltre un’ora e nessuno scadimento tra la prima e la seconda stagione come spesso succede in serie tanto spettacolari subito quanto scontate mano a mano che gli anni passano.

“What if …” non riguarda solo la conquista della luna da parte dei Sovietici che costringe NASA e Pentagono ad alzare il livello di scontro nello spazio, ma anche un John Lennon sopravvissuto all’attentato diventato leader pacifista, e altre cosine che sono andate diverse rispetto alla storia.

Riguardo al cast, nel mix politicamente corretto di generali neri, quote rosa perfettamente rispettate con donne di varia etnia, estrazione sociale e gusti sessuali, a livelli professionali già alti fin dagli anni ’60 (ecco la vera ucronia utopica), russi monolitici, tristi e pronti a disertare, spicca la figura dello Zeb Macahan dell’era spaziale Ed Baldwin, (tal Joel Kinnaman che più WASP non si può, orribilmente doppiato da tal Simone D’Andrea), perché come ci insegnano gli americani, popolo senza storia per eccellenza, che però sta facendo la storia, la loro epica si riduce al vecchio west, anche le conquiste spaziali.

For All Mankind, due stagioni disponibili su Apple TV+

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Daria

Quel crocifisso è orribile, ma mi sembra di aver capito che c’avete la fissa qui.

A me i crocifissi fanno veramente schifo, perché sono tristi, come questo posto, come voi.

Quindi mi sa che non andremo tanto d’accordo.

In bocca al lupo a tutti.

Lo dice, presentandosi ai nuovi compagni di classe, Daria Raina adolescente irrequieta in fuga da Milano all’Alto Adige, interpretata da Margherita Morchio, nella serie “Curon” trasmessa da Netflix.

Il successivo “Montanari del cazzo“, mi ha fatto innamorare senza ulteriori indugi del personaggio. Ed ero a metà del primo episodio.