Il titolo è una citazione della canzone dei Gang dedicata alla rockstar del fumetto italiano che ha lasciato questa valle di lacrime il sedici giugno del millenovecentoottantotto. In una delle sue biografie è anche descritta la scena di quella pera fatale che lo ha tolto di mezzo lasciando il mondo un po’ peggiore. Tornando al libro di Morozzi su Andrea Pazienza anche io avrei un luogo preferito degno del Tumbas di Nooteboom.
Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un po’ di terra a San Severo, e un albero sopra. (Andrea Pazienza al padre)
La foto della tomba del sommo fumettaro l’ho scattata al ritorno dalle vacanze in Puglia qualche anno fa. Da quando sulla A14 c’è il casello di San Severo, dove prospera la vite e l’inverno è alquanto mite, arrivarci è facile. Il camposanto è proprio davanti all’uscita e il nostro riposa in prossimità di una porticina sempre aperta lungo il muro di cinta. Certo il cimitero è grandino e la prima volta mi ci accompagnò il becchino sulla Pandina verdina che odorava di morto e terra smossa dopo che ero andato a rompergli i maroni, ma credetemi, sono cinque minuti.
Agli amici assenti !