Cinema

Cinema

Abbiamo imparato a scuola la storia della Gorgone Medusa, il cui volto era così orribile che alla sua sola vista trasformava uomini e animali in pietra. Quando Atena istigò Perseo a uccidere il mostro, lo avvertì di non guardarlo mai in faccia, ma solo l’immagine specchiata nello scudo lucido. Seguendo il suo consiglio Perseo tagliò la testa di Medusa. La morale è che non vediamo e non possiamo vedere gli orrori reali perché ci paralizzano con un timore accecante; e che conosceremo il loro aspetto solo attraverso immagini che lo riproducono. Lo schermo del cinema è lo scudo lucido di Atena.

 

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Quando vinci l’Orso d’oro a Berlino è molto facile che nella giuria ci sia qualcuno che di cinema ci capisce di più rispetto a chi decide i premi negli altri festival.

Sesso sfortunato o follie porno. di Radu Jude.

Varie ed eventuali

AZ1586

Che vi devo dire ? Se nel 2025 starò ancora facendo Prima Pagina, scommetto tutti i miei stipendi da qui a quel momento che staremo ancora raccontando la solita storia dell’Italia e non ci sarà alcun punto di pareggio.”

Così si è espresso stamattina su Rai Radio 3, Stefano Feltri direttore del quotidiano Domani, commentando la fine di Alitalia e il passaggio di operatività alla nuova compagnia ITA .

Resta il fatto che con il volo AZ1586 Cagliari-Roma delle 22:25 si chiude una delle peggiori vergogne della storia economica di questo paese.

Cinema

Quo Vadis, Aida ?

Opera dell’Orso d’oro Jasmila Žbanić, visto ieri sera.

Vicenda familiare di un’interprete ONU (la brava Jasna Duricic) durante il massacro di Srebrenica.

Produzione, bosniaco/romena/tedesca/austriaca/olandese/polacca/francese/norvegese/turca. Secondo me quando in una pellicola di questo tipo i produttori sono così tanti e variegati o è un film di merda, o è così scomodo da dover cercare col lanternino chi mette i soldi, ovvero in alternativa c’è una sorta di volontà in ognuna delle parti in causa nella vicenda originale di volersene appropriare un pezzo prima che questa diventi “storia”.

Tentativo maldestro e un po’ stupidino di “giustificare” l’operato dei caschi blu olandesi e tentativo altrettanto stupidino di “paragonare” la vicenda alla shoah, con tanto di Mladic in veste di carnefice rassicurante.

Da vedere ? Se sapete la vicenda per come è stata raccontata ni, se non la sapete si !

Musica

Taking guns to Afghanistan

“Guns for the Afghan Rebels” è il titolo della canzone il cui testo è riportato sotto. Tratta  dall’album “2.000.000 Voices” del gruppo punk (o post-punk) inglese Angelic Upstarts, uscito nel 1981, in piena guerra fredda, quando l’opinione pubblica occidentale fu indotta a valutare l’occupazione dell’Afghanistan da parte dei sovietici come una vera e propria invasione alla pari di quelle del 1956 e 1968 in Ungheria e Cecoslovacchia. Chissà cosa ne pensano adesso i sessantenni di oggi e ventenni di allora !

Guns for the Afghan Rebels,
And the rest the rest they’ve go to label
The hammer and sickle seems so fickle
When the tanks are rolling in

They fight with muskets
But never surrender
The tanks are rolling in.

Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan

As the gold goes cold the rich are told
Theres rebel men and rebels boys
Rebels with a cause

Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan

Guns for the Afghan Rebels,
Or the countries will start to tremble,
Not the first not the last,
As Afghan is trying to .?

Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan
Taking guns to Afghanistan

Poesia

Ultimo Frammento

Late Fragment

And did you get what
you wanted from this life, even so?
I did.
And what did you want?
To call myself beloved, to feel myself
beloved on the earth.

Ultimo frammento

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì. E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

Raymond Carver, Orientarsi con le stelle Tutte le poesie, Minimum Fax

Cinema

Nina Wu

Cavalcando l’onda lunga del #meetoo questo film taiwanese del 2019 presentato a Cannes nella sezione “Un certain regard” è uno spaccato del sessismo e degli abusi, anche sessuali che un’attrice deve subire per poter lavorare. Di più, la pellicola sviscera, mediante una rappresentazione “onirica” dei flashback, la “svolta” nella carriera della protagonista, Nina Wu appunto, magistralmente interpretata da https://en.wikipedia.org/wiki/Wu_Ke-xi (tra l’altro “gran penna” come si dice a Bologna) e di come si debba scendere a certi compromessi in un mondo ancora dominato dagli uomini.

Il tutto per la regia di Midi-Z che firma la sceneggiatura assieme alla protagonista.

Da vedere.

Nina Wu di Midi-Z con Wu Ke-xi, su Mubi.

 

Cinema

Dog days

Canicola, di Ulrich Seidl, premiato una ventina d’anni fa a Venezia è uno di quei film che, al cinema, si farebbe fatica a reprimere l’impulso di alzarsi dalla poltrona e uscire prima della fine. Lo spaccato che questa pellicola da della borghesia austriaca lo si può definire in una sola parola : sgradevole.

Assolutamente da vedere se non altro per assaporare lo streaptease della cicciona bitorzoluta in prendisole mutandoni e collant e la gangbang della signora perbene che frequenta i club per scambisti per dimenticare la morte del figlio. Il resto sono panzazze, corpi sudati, vecchi brontoloni, autostoppiste sciroccate, giovani borazzi che fanno a scopaccioni per pippine discinte, in pratica la fauna di un qualsiasi giorno estivo e afoso caratterizzato da un silenzio assordante.

Arido il clima, aridi i personaggi, arida la regia.

Canicola di Ulrich Seidl, DVD da cercare in giro per la rete.

Cinema

Forza maggiore

Il problema di Mubi è che a parte poche chicche come quella di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, la maggior parte dei film della cui selezione il sito di streaming video più snob del reame fa gran vanto vengono proposti in lingua originale, quando gli stessi si possono guardare su Prime Video ad un prezzo inferiore e in italiano.

Il che per un povero pezzente-ignorante come me diventa un vantaggio non indifferente.

In questo “Forza maggiore”, Ruben Ostlund sovverte quel concetto presente da anni nel nostro immaginario collettivo che narra la reazione del padre di famiglia davanti al pericolo per lui e per i suoi cari.

Tonnellate di carta e di celluloide sono stati prodotti riguardo all’argomento, con la variante “vendetta” che tanto piace agli americani.

Ma cosa succede se il presunto vigliacco è il “capofamiglia” ovvero in alternativa colui che rappresenta il faro e la ragione di vita di una moglie e due bambini ? Il tutto con i soliti piani sequenza fissi e una fotografia più grigia che colorata come nella migliore tradizione del cinema nordico degli ultimi anni.

Forza maggiore di Ruben Ostlund, su Mubi in lingua originale e Amazon Prime Video in italiano.

PS: Anche “The Square” con cui il regista svedese ha ricevuto la Palma d’oro a Cannes nel 2017 è presente in entrambi i siti !

View More