La serie a fumetti “Il Commissario Spada,” creata da Gianluigi Gonano e Gianni De Luca e pubblicata dal 1970 al 1982 sul settimanale Il Giornalino, è un’opera rivoluzionaria nel panorama del fumetto italiano, capace di raccontare con profondità e realismo la Milano violenta e tormentata degli anni di piombo. Al centro della narrazione c’è Eugenio Spada, poliziotto dalla forte umanità, vedovo e padre di un adolescente, Mario.
L’episodio “Mario Mario” è considerato in continuità diretta con la trilogia iniziata con “L’incidente,” rappresentando la terza parte di questo arco narrativo. Nel fumetto, “L’incidente” segna un momento cruciale: Spada subisce un grave incidente d’auto che gli cambia radicalmente il volto, giustificandone così la trasformazione grafica e rendendolo ancora più definito nel carattere. Questa svolta è narrata con grande intensità e costituisce un perfetto esempio di come la trama e lo stile grafico di Gianni De Luca si intreccino per dare vita a un racconto complesso e coinvolgente.
“Mario Mario”, a sua volta, approfondisce il rapporto complicato tra Spada e il figlio, mettendo in scena le difficoltà di comunicazione e il contrasto generazionale in un’Italia afflitta da terrorismo, criminalità e inquietudini sociali. Il giovane Mario, cresciuto senza madre e con un padre spesso assorbito dal lavoro, incarna le tensioni e le speranze di una gioventù in subbuglio. Questa storia è importante perché umanizza il commissario, mostrandolo non solo come un duro poliziotto ma come un padre alle prese con i problemi familiari, in un contesto sociale difficile.
In sintesi, la trilogia che comprende “L’incidente” e “Mario Mario” rappresenta un fulcro narrativo e stilistico fondamentale della serie, con un’intensa fusione tra innovazioni grafiche e approfondimenti psicologici che rendono “Il Commissario Spada” un capolavoro senza tempo del fumetto italiano.
Spulciando il bel volume con tutte le storie de “Il Commissario Spada” edito qualche anno fa da Mondadori, nelle prime tavole di “Mario, Mario” in origine pubblicata dal 12° numero del settimanale “Il Giornalino” uscito nelle edicole il 21 marzo del 1971 , ci sono due F-104S Starfighter in decollo, contrassegnati con i numeri di reparto “4-12” e “4-15”.
Il loro compito è quello di pattugliare il Mar Tirreno in cerca dell’aereo su cui si trova Mario Spada, vittima di un rapimento.
Il primo con matricola MM6721, numero di telaio 783-1021, assegnato al caposquadra “Lince 1” ha volato a lungo. Entrato il servizio il 9 marzo del 1970 ha subito la trasformazione in ASA il 22 novembre 1988 rientrando in servizio il 14 marzo 1990 e venne ritirato il 1 ottobre 1999, qualche anno prima della definitiva dismissione della flotta di “spilloni” nell’AMI, senza avere ricevuto l’ultimo aggiornamento ASA-M.
Il secondo, quello del wingman “Lince 2”, matricola MM6715, telaio 783-1015 entrò in servizio il 24 marzo 1970 e cadde il 15 luglio del 1971 in atterraggio, a causa di un anomalo “pitch up”, un fenomeno di cabrata incontrollata, caratteristica negativa delle bare volanti che allora mietevano decine di vittime. Lo sfortunato Sottotenente Pilota Walter Balzamonti (Roma 7 aprile 1946 – Grosseto 15 luglio 1971) morì. E’ sepolto nel loculo normale 114 del Tempio Sacrario dell’Aeronautica Militare al Cimitero del Verano.
Mi piace pensare, ci fosse anche lui a portare al successo la missione !



