Quando nasci, cresci, amori e lavori nelle brughiere tra Samoggia e Panaro, hai ben presente che prima o POI dovrai avere a che fare con Vasco Rossi, montanaretto della Zòca, eroe canoro nazionale da almeno tre generazioni. Grandissimo animale da palco, persona “semplice ma non facile”, come si è autodefinito in una non tanto recente intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della sera rappresenta le genti di cui faccio parte da lustri.
In una carriera lunga più di quarant’anni un artista non puoi rifiutarlo in toto, qualche opera per amore o per forza deve piacerti. A me piacciono un pochino gli album “Cosa succede in città” e “Gli spari sopra”, immediatamente successivi alle sue vicende giudiziarie. La mia canzone preferita è “Stupendo”, che infatti è scritta da Massimino Riva, e questo è il massimo che posso concedere ad un cantante che incarna l’ignoranza ruvida del mio popolo.
Quando mi si domanda : “Ma te che sei di Modena (D@#[#@n) non ti piace Vasco ?” io rispondo semplicemente che di ” ‘Eeeeh, Ohhhhh, Veeeeehhhh’ nella mia esistenza ne ho già ascoltati abbastanza !“. Quando tento di spiegare il mio disprezzo per le inflessioni dialettali e per gli accenti regionali nei media, cinema , tv o musica che siano, uno dei miei cavalli di battaglia è : “Faccio fatica ad ascoltare Vasco Rossi fate voi se posso ascoltare un (Pino Daniele Massimo Troisi, Alberto Sordi, Gigi Proietti, Lino Banfi, Diego Abbatantuono etc etc) !“.
Quando leggo sul principale quotidiano nazionale una frase come “Gli ebrei, dopo quello che hanno sofferto, hanno diritto a uno Stato.“, ho capito di avere passato troppa gioventù nei bar e nelle discoteche di queste zone. D’altronde Vasco non è mica Guccini !