Fosco Signori

Altri sedici euri cacciati nel rusco. Sebbene pubblichi da lustri e le sue opere si trovano disponibili agratis e in abbondanza nelle biblioteche, se non ho mai letto nulla di Morozzi un motivo c’è. C’è che in quella generazione ci hanno provato in tanti, senza riuscirvi, a cavalcare l’onda del “Jack Frusciante” di Brizzi, Brizzi per primo, e il buon Gianluca Morozzi non fa eccezione.

Di questo “A Bologna con Andrea Pazienza” pubblicato da Perrone nella collana “Passaggi di dogana” dedicata al rapporto luoghi/personaggi mi rimangono poche cose :

  • Ci accomuna il possesso di una Citroën C3 del 2014, chissà se a lui hanno già sostituito gli airbag Takata in garanzia.
  • Il portone dell’ingresso di quella che fu la Traumfabrik, visibile da google maps, questo mi mancava, ma non mi ero mai applicato.
  • La passione malata per il Bologna Football Club 1909 che ci fa esultare per una qualificazione in Champions League. Chissà se in una “nuova edizione riveduta e corretta” del libro il nostro autore citerà le figure di merda fatte al Villa Park o all’Anfield Road dove gli avversari hanno vinto senza nemmeno sudare.
  • Il desiderio di sapere chi è Fosco Signori pseudonimo dello scrittore settantanovenne mostro sacro della cultura bolognese, il cui nome non può essere rivelato per alto rischio querele.

Non una pietra miliare della letteratura, insomma, qualche spunto qua e là, la solita nostalgia per la Bologna che fu e che non c’è più, dimenticando invece che Bologna è una regola, i soliti dentini che azzannano il cadavere del povero Paz, che dal suo eterno riposo di San Severo non si è perso niente. E tanti luoghi comuni, nel senso di luoghi fisici della topografia bolognese che abbiamo condiviso in tempi e modi diversi.

L’ho messo in vendita su Vinted a otto euri, metà del prezzo di copertina. Prezzo onesto per un libro appena uscito.

A Bologna con Andrea Pazienza – Un romanzo di amore e di pazienza di Gianluca Morozzi, Giulio Perrone Editore €16