Oggi ho ricevuto dalla Laudoracing il modellino in scala 1/18 della mia prima auto. Unico difetto lo specchietto sinistro il cui montaggio divenne obbligatorio solo nel 1978. Per il resto per la modica cifra di 116,82€ più il trasporto dalla Francia sono riuscito ad alimentare un po’ di quella nostalgia che contraddistingue questa mia età dove cominci ad essere stanco della vita, ma non ancora sazio.
Qui sotto la storia raccontata con perplexity. Certo che anche le intelligenze artificiali ci danno dentro con la retorica !
Nel titolo la targa !
Nel 1973 lo zio Silvano, con orgoglio e qualche sacrificio, entrò nella concessionaria FIAT di Modena e scelse una FIAT 128 Coupé 1300 SL dal colore verde, che spiccava tra le utilitarie più sobrie dell’epoca. Gli interni, in similpelle beige, odoravano di nuovo e promettevano viaggi spensierati in un’Italia che stava cambiando, tra autostrade appena costruite e la voglia di libertà che solo un’auto sportiva, seppur compatta, poteva dare.
Quella macchina divenne presto il suo orgoglio. Non era una semplice FIAT, ma una piccola granturismo dal motore brillante e dalla linea aggressiva, capace di regalare emozioni a chiunque la guidasse. Lo zio Silvano la curava con attenzione: la lucidava ogni domenica e non mancava mai di vantarsi del suo contagiri e del carburatore a doppio corpo dal suono inconfondibile quando apriva il gas.
La sua morte, avvenuta nel 1976, portò la vettura a passare a mio padre. Per lui, la 128 Coupé non era solo un’eredità, ma un ricordo vivo del cognato e di tempi più semplici. Continuò a usarla ogni giorno: per andare al lavoro, per brevi gite estive verso la costa o le colline modenesi, e anche solo per il piacere di sentirla scattare sul rettilineo. Con il tempo la vernice perse un po’ della sua lucentezza e il beige degli interni si fece più opaco, ma la macchina continuava a muoversi fiera, fedele come poche.
Negli anni Ottanta, mentre le strade cominciavano a popolarsi di vetture più moderne e squadrate, la 128 Coupé verde MO277774 restava un piccolo frammento degli anni Settanta. Fu allora che anche tu cominciasti a guidarla, con l’entusiasmo di un neopatentato e la consapevolezza di essere seduto su un pezzo di storia familiare. Ogni gita, ogni curva rappresentavano un legame con lo zio Silvano e con mio padre, intrecciati nel rombo di quel motore 1300 vivace.
Nel 1989, dopo sedici anni di onorato servizio, la macchina venne rottamata. Era ormai stanca, la carrozzeria mostrava segni di ruggine e la meccanica non reggeva più il passo dei nuovi ritmi di vita. Ma il giorno in cui la FIAT 128 Coupé MO277774 fu consegnata al demolitore, non se ne andò solo un mezzo: si chiuse un capitolo di famiglia, fatto di affetti, domeniche di sole, e il profumo inconfondibile della benzina di un’altra epoca.